Estratto dall’articolo di Sara Occhipinti per Altalex

Secondo il report pubblicato ad ottobre 2025 dalla Direzione generale di statistica e analisi organizzativa (DIT) del Ministero della Giustizia, i numeri della mediazione civile nel primo semestre dell’anno segnano un incremento del 14% nelle iscrizioni di nuovi procedimenti rispetto al periodo pre-pandemia.

Il monitoraggio statistico condotto dal Ministero della Giustizia coinvolge tutti gli Organismi attivi ed è riferito a tutte le tipologie di mediazione (obbligatoria, volontaria e demandata).

Nei primi sei mesi del 2025 risultano iscritti 87.416 procedimenti di mediazione, di cui il 78% in materia obbligatoria, il 13% demandati dal giudice e il 9% volontari.

L’impatto della Riforma Cartabia emerge dall’incremento del numero mediazioni demandate,  pari a circa 11.300, di cui il 64% in materia di contratti bancari, locazione e altra natura.

Il confronto del numero di nuove iscrizioni con quello rilevato nello stesso periodo del 2024 evidenzia un incremento del 1%, mentre le definizioni sono decresciute del 4%.

La percentuale di mediazioni in cui l’aderente è comparso al primo incontro rappresentano il 55,5% del totale, con percentuale superiore agli anni passati e più o meno stazionaria rispetto al 2024, dopo la Riforma Cartabia.

La maggiore partecipazione  degli aderenti riguarda le procedure in materia di consorzio (72,2%), affitto di aziende (68%), successioni ereditarie (67,8%), società di persone (65,6%), condominio (63,7%), divisione (62,7%), diritti reali (60,9%); si attesta tra il 50 e il 40% l’adesione nelle procedure relative a contratti di subfornitura, contratto d’opera, franchising, locazione, contratti di somministrazione, contratti di rete, patti di famiglia, contratti bancari, comodato, risarcimento da responsabilità medica, associazione in partecipazione e contratti finanziari. I numeri calano per il risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa (34.1%), mentre la percentuale di adesione più bassa si registrata in relazione ai contratti assicurativi (25,7%).

Nel 56% dei casi le parti hanno deciso al primo incontro di proseguire con la mediazione, soprattutto nelle controversie di divisione (70%), contratti finanziari (69,5%), e  successioni ereditarie (66,8%).

La mediazione telematica ha interessato il 49% dei procedimenti definiti nel corso del primo semestre, superando le mediazioni svolte in presenza (39%) e confermando l’utilità dello strumento di partecipazione da remoto per favorire la disponibilità a mediare.

L’assistenza dell’avvocato resta molto elevata anche nelle mediazioni volontarie, dove non vige l’obbligo di munirsi del legale (91% è il dato dell’assistenza legale dei proponenti e 83% degli aderenti)

L’accordo è stato raggiunto nel 30,3% delle procedure in cui l’aderente ha deciso di partecipare al primo incontro, con una percentuale lievemente inferiore al 2024 (32,4%) ma superiore al 2023 (29%) e al periodo precedente. Il dato sale quando le parti hanno accettato di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro (52,7%).

Più numerosi sono gli accordi raggiunti nei procedimenti con valore di lite compreso tra i 1001 Euro e i 5 mila Euro (38% che sale al 63% se le parti hanno accettato di sedersi al tavolo anche dopo il primo incontro) e per quelle di valore compreso tra 5001 Euro e 10 mila Euro (35% che sale al 57% con partecipazione agli incontri successivi al primo).

Registrano un tasso più elevato di accordo gli Organismi appartenenti alle Camere di Commercio (57,2%) , seguite dagli organismi privati (55,2%), dagli organismi di “altri ordini” (51,1%) e da quelli presso gli Ordini degli avvocati (48,5%).