Ci sono delle cose 

che solo i nonni sanno,

sono storie più lontane

di quelle di quest’anno.

Ci sono delle coccole

che soli i nonni fanno,

per loro tutti i giorni

sono il tuo compleanno.

Ci sono nonni e nonne 

che fretta mai non hanno: 

nonni e nipoti piano

nel tempo insieme stanno. 

Bruno Tognolini

 

I nonni sono una presenza molto importante per i nipotini da un punto di vista pratico ed emotivo. I nipotini, inoltre, possono apprendere dai nonni valori significativi. 

Quest’ultimi possono trasmettere il senso della tradizione, il senso di famiglia, il senso del dovere e soprattutto la memoria storica. I nipotini ascoltano con viva attenzione i racconti dei nonni, in quanto sembrano storie inventate, magiche. Nell’ascoltare i bambini fanno un parallelismo con la loro vita, si meravigliano. Le persone che animano quelle storie sono più o meno le stesse, ma lo scenario è completamente diverso… 

I bambini, sentendo l’amore dei nonni, imparano piano piano a staccarsi serenamente dai loro genitori, imparano ad essere più indipendenti ed estroversi. Un altro valore decisivo che i nonni involontariamente riescono a consegnare ai loro nipoti è quello del rispetto per gli altri. I nipotini, infatti, oltre ad emulare i modi educati e rispettosi dei nonni, si esercitano ad essere pazienti con quest’ultimi perché hanno una certa età.

I nonni garantiscono un fattore di protezione nei momenti in cui il genitore è assente, proprio per la forte continuità emotiva che assicurano. Possono costituire, infatti, una risorsa preziosa non solamente quando il genitore manca per motivi di lavoro o salute, ma anche e soprattutto quando i genitori si separano. 

Infatti, a seguito di una separazione e/o di un divorzio, i nonni rappresentano un punto di riferimento indispensabile, una sponda sicura per i nipoti riuscendo ad infondere protezione e sicurezza.

I figli possono soffrire molto di questo cambiamento familiare, soprattutto se la conflittualità dei genitori viene esasperata e prolungata nel tempo. In particolare, la misura quantitativa del conflitto, così come il grado di conflittualità hanno un peso decisivo per quanto riguarda lo sviluppo psico-affettivo dei figli minori. In tal senso, i nonni potrebbero aiutare concretamente i genitori a limitare il conflitto parentale, in modo da permettere ai nipotini di vivere in un ambiente neutro. Non solo, i nonni, grazie all’amore che nutrono nei confronti dei loro nipoti, potrebbero placare la paura di quest’ultimi di venire abbandonati dalla propria mamma o dal proprio papà. Sono diversi, infatti, gli interrogativi che sorgono quando si affronta la separazione dei propri genitori: Perché è successo, sono stato io? C’è qualcuno che mi vuole bene? Nessuno mi ama? Che ne sarà di me? Chi resterà con me? I nonni oltre a rispondere a queste domande in prima persona, sarebbero in grado di ricoprire un ruolo riparativo rispetto all’accaduto. 

Il c.d. diritto alla propria famiglia è un diritto che è proprio del soggetto di minore età e, come tale, si collega sistematicamente al diritto di intrattenere relazioni affettive con i parenti, perché è in questa fase della vita che la persona ha particolare bisogno di sentirsi parte integrante di un gruppo. Quando due genitori si separano può succedere che i bambini trascorrano meno tempo con uno dei due genitori e che questo comporti anche un allontanamento dai nonni. In fase di separazione, il diritto dei bambini a frequentare i nonni viene sancito all’articolo 317-bis del codice civile, disponendo che “gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. L’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore”. 

Ciò che, però, deve essere sottolineato è il fatto che, con questa norma, viene tutelato il diritto del minore ad avere un rapporto stabile con i propri parenti e non invece il diritto dei nonni di godere dei propri nipoti. 

La Corte di Giustizia, con una recente pronuncia del  31 maggio 2018, chiarisce che il diritto di visita ai figli che i genitori divorziati hanno, spetta anche ai nonni nei confronti dei loro nipoti. Nel c.d. “superiore interesse del minore” rientra, secondo la statuizione della Corte, non solamente il diritto del fanciullo di mantenere rapporti con entrambi i genitori, ma anche quello di mantenere rapporti con altri membri del nucleo familiare, in primis proprio con i nonni, definendoli “fonte essenziale di stabilità per i minori”, ma anche con tutti gli altri soggetti rientranti nelle nuove strutture familiari diversificate: zii e zie, fratellastri, ex coniugi o partner del genitore ma anche genitori degli stessi che, a prescindere dall’assenza di un legame di sangue, ben potrebbero avere acquisito un solido legame affettivo con il minore anche più forte di quello dei familiari “biologici”. Pertanto a prescindere dal fatto che i bambini siano affidati alla mamma o al papà, i primi hanno per legge il diritto di trascorrere del tempo con il nonno e con la nonna. Ciò significa che se anche i bambini fossero affidati dal giudice alla mamma, i nonni paterni hanno comunque il diritto di passare del tempo insieme a loro. 

Affinché i figli dei genitori separati o divorziati possano sentirsi accolti, amati e protetti nonostante il cambiamento doloroso che stanno attraversando è infatti importante che abbiano accanto delle figure familiari che rappresentino per loro un porto sicuro. In tal senso i nonni, con la loro presenza nella storia familiare, rassicurano molto i bambini.

In mediazione familiare, presso la Camera di Mediazione Nazionale in collaborazione con Anthea, i genitori possono essere aiutati a riconoscere il ruolo dei nonni come fonte di aiuto concreto, pensando sempre e in via prioritaria al bisogno dei figli di poterne beneficiare. Si tratta cioè di accedere ad un percorso che aiuti i genitori a diventare rispettosi e positivi – seppur separati – acquisendo la necessaria consapevolezza delle ricadute che comportamenti, atteggiamenti e decisioni producono sui bambini e sui ragazzi i quali, salvo casi eccezionali e molto gravi, hanno il diritto di godere della presenza e della vicinanza di entrambi i genitori, ma anche di nonni, zii e cugini.